Il viaggio, il vero viaggio, non è rappresentato dall'effettivo raggiungimento del luogo, in realtà non c'è una vera meta. Il racconto è racchiuso tutto nel percorso, nel cambiamento, nell'esperienza acquisita lungo quella strada, anzi quella liquida, instabile, rotta. (M. Pratt) Condividete amici questo sogno insieme a me.
martedì 4 novembre 2014
Parte del Tour di trekking
Partenza a piedi da Syabrubesi, domani dovrò fare 7 ore di autobus per arrivare li. Punto di arrivo Sundarajal, dopo 19 giorni circa.
Tutto pronto per partire ...
Dovrei andare a dormire...ma sono troppo eccitata quindi continuo a navigare in internet e cazzeggiare per la stanza. Mi farebbe bene chiudere gli occhi ma l'adrenalina per il mio trekking mi pompa nelle vene. Il mio sacco è pronto, mi sembra di portarmi dietro il botteghino del paese: ho dentro biscotti, frutta secca, mix di noci, carta da wc, medicine, creme varie, disinfettante, accendino, ... potrei fare il mercatino per strada. Hehe!Vi saluto amici, e personalmente vi do appuntamento a tra 3 settimane. Ma non dimenticate di continuare a seguire il blog... che Manu lo aggiorna! Baciiii e baciii
lunedì 3 novembre 2014
Il cammino
"Nell'anima di ogni vero viaggio c'è l'esplorazione del nuovo, la coraggiosa ricerca dei propri limiti, per superare le paure e diventare cosi veri "adulti". Uomini liberi, consapevoli e coraggiosi. Il vecchio che c'è in noi si scolla per restituirci un corpo nuovo, curioso,fragile, sensibile" -l'anima del mondo-
"Camminando la mente si svuota e il corpo di rilassa, si tonifica e si purifica. Camminare ci mette in ascolto del nostro corpo, che non finisce di stupirsi di essere cosi liberato. Andare verso gli altri significa, attraverso loro, scoprire se stessi, confrontare i nostri modi di vita, i nostri sistemi di pensiero e di cultura" - l'anima del mondo"
"Camminare è la grande avventura, la prima meditazione, è un addestramento del cuore e dell' anima. Viaggio fuori, nel grande mondo, e dentro, nella misteriosa vastità dell'anima" - l'anima del mondo-
La ceretta
Ieri sera sono stata a cena con la mia amica australiana Jess, la ragazza che si è sentita male ed è andata all'ospedale. È dimagrita molto, ma per fortuna ha avuto chi si è occupato di lei e ora sta molto meglio. Fra 10 giorni rientra in Australia e quindi ci siamo salutate perché non ci vedremo piu. Poi sono stata in giro per Thamel a piedi, ma era una di quelle sere che non hai voglia di andare a casa; quindi mi sono infilata in un irishpub a bere qualcosa e ad ascoltare la band che suonava musica dal vivo.
Stamattina mi sono alzata e come appuntamento ormai fisso ho fatto colazione con Brian,il ragazzo russo. È un ragazzo un po strano, con uno humor tutto suo, ma di piacevole compagnia. L'hotel non l'ho piu cambiato da 10 giorni, perché lo staff è davvero molto gentile, accomodante e mi coccolano molto. Domani mattina partirò per il trekking ma depositarò uno zaino all'hotel e quando rientro dal mio giro, tornerò a dormire in questo hotel se ci sarà posto.
Ora vi racconto la mia esperienza di stamattina alla beauty farm!!! Beh... le mie gambe avevano bisogno di una bella ripulita!!È vero che vado in montagna ora, nell'habitat dello YetiElo, però mi sono detta... non vorrai proprio essere scambiata per un orso! Tra l'altro ho sentito dire che gira un orso... se non ci credete guardate la foto che posterò. È il figlio di M14... mi han detto che è un solitario, che ama la montagna... ma che è anche molto affabile. Valuterete voi... Comunque tornando alla mia esperienza di bellezza ho molte cose da dirvi: la prima è che rimpiango MOLTiSSIMO la mia mitica estetista, che tra l'altro saluto!! Mi hanno torturata stamattina! Ed erano in 4! Si davano il cambio ogni 10 minuti e lavoravano in coppia. Ognuna su una gamba. Un ingubbboooo. La cera era caldissima e mi han bruciato la pelle(ora mi squamerò come un serpente), per spalmare la carta sulla cera invece di strisciare la mano 2 volte sulla carta mi davano 10-20 colpi. Quando hanno preso a botte le mie ginocchia mandandomele in gola, mi so detta che forse non sarò in grado di affrontare il trekking senza le ginocchia. Ecco, ho poi deciso che era meglio tenerle lontane dalla mia zona inguine... Dopo 1 h e 30 la tortura è finita e guArdando le mie gambe vi posso dire che sembro un incrocio tra uno yeti e La pimpa. Sorvoliamo. ..
L'esperienza beauty in thailandia era stato molto peggio: Manu alla fine si è spazientita e se l'è fatta da sola nello studio dell'estetista, haaahaaa. Mentre lei si faceva togliere i peli, io mi ero fatta tagliare i capelli e fare le mèche. Dopo 3 ore di lavoro sui miei capelli, ero inguardabile: ero bionda, gialla.!aiutoooo. Cosi le ho chiesto di farmi sopra delle ciocche scure, e indovinate un po??? La parrucchiera non era in grado e me le ha fatte Manu!!! Hahahaaa. Sono uscita dal salone dopo 5 ore!!! Si si... viaggiare è MOLTO DIVERTENTE!
Dopo la ceretta son passata in agenzia ad assicurarmi che è tutto a posto, e credo che sta volta ci siamo, sono molto fidiciosa.La mia guida si chiama "Padan". Fuori dall'agenzia c'è un signore che vende souvenirs al quale ho comprato dei teli. Oggi mi ha annunciato ufficialmente che il mio cognome è "smile" , perché ho sempre il sorriso sulle labbra. Non male certi complimenti per allontanare l' incubo della ceretta, Hehe .Ora faccio gli ultimi acquisti, preparo lo zaino per il trekking e poi vado all'ambasciata a ritirare il mio passaporto. Più tardi posterò il mio itinerario dei prossimi 20 giorni. Lo YetiElo vi manda tanti baci
Stamattina mi sono alzata e come appuntamento ormai fisso ho fatto colazione con Brian,il ragazzo russo. È un ragazzo un po strano, con uno humor tutto suo, ma di piacevole compagnia. L'hotel non l'ho piu cambiato da 10 giorni, perché lo staff è davvero molto gentile, accomodante e mi coccolano molto. Domani mattina partirò per il trekking ma depositarò uno zaino all'hotel e quando rientro dal mio giro, tornerò a dormire in questo hotel se ci sarà posto.
Ora vi racconto la mia esperienza di stamattina alla beauty farm!!! Beh... le mie gambe avevano bisogno di una bella ripulita!!È vero che vado in montagna ora, nell'habitat dello YetiElo, però mi sono detta... non vorrai proprio essere scambiata per un orso! Tra l'altro ho sentito dire che gira un orso... se non ci credete guardate la foto che posterò. È il figlio di M14... mi han detto che è un solitario, che ama la montagna... ma che è anche molto affabile. Valuterete voi... Comunque tornando alla mia esperienza di bellezza ho molte cose da dirvi: la prima è che rimpiango MOLTiSSIMO la mia mitica estetista, che tra l'altro saluto!! Mi hanno torturata stamattina! Ed erano in 4! Si davano il cambio ogni 10 minuti e lavoravano in coppia. Ognuna su una gamba. Un ingubbboooo. La cera era caldissima e mi han bruciato la pelle(ora mi squamerò come un serpente), per spalmare la carta sulla cera invece di strisciare la mano 2 volte sulla carta mi davano 10-20 colpi. Quando hanno preso a botte le mie ginocchia mandandomele in gola, mi so detta che forse non sarò in grado di affrontare il trekking senza le ginocchia. Ecco, ho poi deciso che era meglio tenerle lontane dalla mia zona inguine... Dopo 1 h e 30 la tortura è finita e guArdando le mie gambe vi posso dire che sembro un incrocio tra uno yeti e La pimpa. Sorvoliamo. ..
L'esperienza beauty in thailandia era stato molto peggio: Manu alla fine si è spazientita e se l'è fatta da sola nello studio dell'estetista, haaahaaa. Mentre lei si faceva togliere i peli, io mi ero fatta tagliare i capelli e fare le mèche. Dopo 3 ore di lavoro sui miei capelli, ero inguardabile: ero bionda, gialla.!aiutoooo. Cosi le ho chiesto di farmi sopra delle ciocche scure, e indovinate un po??? La parrucchiera non era in grado e me le ha fatte Manu!!! Hahahaaa. Sono uscita dal salone dopo 5 ore!!! Si si... viaggiare è MOLTO DIVERTENTE!
Dopo la ceretta son passata in agenzia ad assicurarmi che è tutto a posto, e credo che sta volta ci siamo, sono molto fidiciosa.La mia guida si chiama "Padan". Fuori dall'agenzia c'è un signore che vende souvenirs al quale ho comprato dei teli. Oggi mi ha annunciato ufficialmente che il mio cognome è "smile" , perché ho sempre il sorriso sulle labbra. Non male certi complimenti per allontanare l' incubo della ceretta, Hehe .Ora faccio gli ultimi acquisti, preparo lo zaino per il trekking e poi vado all'ambasciata a ritirare il mio passaporto. Più tardi posterò il mio itinerario dei prossimi 20 giorni. Lo YetiElo vi manda tanti baci
Inseguendo il trekking...
Oggi è lunedi e io vado all'ambasciata. Mi comunicheranno se effettivamente mi danno il visto e per quanti mesi. Dovrò consegnare loro il passaporto e tornare a prenderlo domani. Ho appena realizzato che devo prenotare il volo aereo per nuova Delhi. Cercherò di volare intorno al 2-3 di dicembre. Durante il trekking non avrò evidentemente modo di poterlo fare e quando rientro è troppo tardi, quindi ora che so che mi concedono il visto, mi occupo del volo.
Il mio trekking inizia mercoledi mattina, anche se in verità mercoledì è il giorno di spostamento: mi devo smazzare 7 ore di bus per arrivare al punto di partenza del trekking. Perciò il mio trekking inizia giovedi mattina.
Domani devo andare a comprare le ultime cose che mi servono: cibarie, carta da gabinetto, bastoni, calzettoni, ... e poi via verso le vallate della libertà. È arrivato il momento tanto sognato e sono molto felice. Oggi pomeriggio vado all'agenzia per assicurarmi che è tutto ok. Sarà poi stufo di vedermi... d'altronde...
Nel periodo che sarò via, all'incirca 20 giorni, non avrò nè connessione internet nè rete mobile, il che significa che sarò totalmente isolata dal mondo. Non potrete ricevere notizie aggiornate da me, nessun diario giornaliero, ma non smettete di entrare nel blog perché il mio "hacker" Manu lo terrà aggiornato postando ogni giorno delle info sulle tappe che farò! Poi quando rientrerò posterò i diari, e avrete bisogno di una settimana di vacanza per leggerli. .. hehe!
Ieri non sono stata molto bene. Nel pomeriggio ho passato del tempo al giardino segreto. Ho pranzato li e poi mi sono sdraiata sull'erba a riposare. Credo di aver preso freddo quindi ho passato la serata in camera. Ora però sono di nuovo in piedi, magari con qualche lineetta di febbre ma pur sempre in forma.
Ho ottenuto il visto turistico indiano per 3 mesi, e se i calcoli sono giusti, è sufficiente appena appena perchè scadrà il 3 febbraio e io il volo di rientro l'avrò al 2 febbraio. Meno male! In ambasciata ho conosciuto una ragazza inglese che è fidanzata da 7 anni con un ragazzo indiano, e ogni 6 mesi deve espatriare in un'altra nazione per riottenere il visto. Lei spera sia l'ultima volta, e lo spero anch'io per lei. Vorrebbe riuscire a sposarsi finalmente!
Rientrata all'hotel ho ordinato qualcosa per pranzo e chiacchierato con una signora canadese che viene spesso in Nepal per fare trekking. Questa volta ne fa uno di 35 giorni, in un luogo sperduto, e si accampa ogni notte in tenda. Lei, la guida e 2 sherpa. C'è gente piu spannata di me... Namasteeeee.
Il mio trekking inizia mercoledi mattina, anche se in verità mercoledì è il giorno di spostamento: mi devo smazzare 7 ore di bus per arrivare al punto di partenza del trekking. Perciò il mio trekking inizia giovedi mattina.
Domani devo andare a comprare le ultime cose che mi servono: cibarie, carta da gabinetto, bastoni, calzettoni, ... e poi via verso le vallate della libertà. È arrivato il momento tanto sognato e sono molto felice. Oggi pomeriggio vado all'agenzia per assicurarmi che è tutto ok. Sarà poi stufo di vedermi... d'altronde...
Nel periodo che sarò via, all'incirca 20 giorni, non avrò nè connessione internet nè rete mobile, il che significa che sarò totalmente isolata dal mondo. Non potrete ricevere notizie aggiornate da me, nessun diario giornaliero, ma non smettete di entrare nel blog perché il mio "hacker" Manu lo terrà aggiornato postando ogni giorno delle info sulle tappe che farò! Poi quando rientrerò posterò i diari, e avrete bisogno di una settimana di vacanza per leggerli. .. hehe!
Ieri non sono stata molto bene. Nel pomeriggio ho passato del tempo al giardino segreto. Ho pranzato li e poi mi sono sdraiata sull'erba a riposare. Credo di aver preso freddo quindi ho passato la serata in camera. Ora però sono di nuovo in piedi, magari con qualche lineetta di febbre ma pur sempre in forma.
Ho ottenuto il visto turistico indiano per 3 mesi, e se i calcoli sono giusti, è sufficiente appena appena perchè scadrà il 3 febbraio e io il volo di rientro l'avrò al 2 febbraio. Meno male! In ambasciata ho conosciuto una ragazza inglese che è fidanzata da 7 anni con un ragazzo indiano, e ogni 6 mesi deve espatriare in un'altra nazione per riottenere il visto. Lei spera sia l'ultima volta, e lo spero anch'io per lei. Vorrebbe riuscire a sposarsi finalmente!
Rientrata all'hotel ho ordinato qualcosa per pranzo e chiacchierato con una signora canadese che viene spesso in Nepal per fare trekking. Questa volta ne fa uno di 35 giorni, in un luogo sperduto, e si accampa ogni notte in tenda. Lei, la guida e 2 sherpa. C'è gente piu spannata di me... Namasteeeee.
domenica 2 novembre 2014
In ginocchio con il cuore in mano
Ieri mattina mi sono incontrata con Stefania ed il suo gruppo all' hotel . Con un pullmino ci siamo diretti a Patan, all'orfanotrofio. Stefania e suo marito, quando vengono 1-2 volte all'anno a Kathmandu, tra le tante cose che fanno, vanno all'orfanotrofio a portare i sacchi di vestiti che sono stati recapitati dalla svizzera. Questo orfanotrofio non è mai stato uno degli obiettivi della raccolta fondi dell'associazione. Qui a Kathmandu Ecohimal si occupa di un progetto con le donne. (Www.ecohimal.ch).
Arrivati all'orfanotrofio veniamo accolti con calore e solarità. I bambini si ammassano intorno a Stefania perché ha portato loro delle foto che gli aveva scattato l'anno scorso. Dopo i primi saluti, i primi sguardi curiosi, i primi timidi sorrisi, i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze si uniscono in cerchio e ci cantano due canzoni. Una canzone era letteralmente da pelle d'oca! Parlava di quanto la loro "happy home" fosse una casa di accoglienza, di amore e di felicità. Commuovente. Finita la canzone ci sono i bambini timidi che stanno seduti cauti sulle panchine e quelli più gagliardi che si prodigano in numeri per farsi scattare una foto. La foto è il loro momento di importanza, di attenzione, di riscatto. Spesso cercano di apparire da soli in foto; ma pochi secondi dopo rinunciano ai riflettori e chiamano i loro amici per stringersi in un grande abbraccio di gruppo.
Cosa mi ha colpito?? I loro visi, i loro occhi, la loro spavalderia, la loro dolcezza, il loro modo di essere in comunità, di volersi bene, di essere una famiglia. Questi bambini si sono ritrovati per strada, senza l'abbraccio avvolgente d'amore dei genitori, d'innanzi a scene che han violato il loro candore; e senza scegliere..son cresciuti troppo in fretta. Eppure nella loro sfortuna hanno incontrato l'amore e il buon cuore di alcuni nepalesi che si sono preoccupati di trovargli un posto dove stare e si sono occupati di loro. Le cicatrici astratte le vedi sui loro volti, ma vedi anche uno scintillio di speranza che guizza nei loro grandi occhi marroni. Loro sono pronti a lottare, come hanno sempre fatto, sono pronti a unirsi nei momenti difficili e a condividere la buona e cattiva sorte. Questo traspare da ogni poro della loro pelle.
Le bimbe si avvicinano e vogliono sapere come ti chiami, i maschietti sono interessatissimi di calcio. Sono ancora bambini, sono ancora interessati al magico mondo della condivisione e dell'abbraccio.
L'orfanotrofio è costituito da due edifici: uno per i maschi e uno per le femmine. La scuola invece presumo disti qualche minuto dalle case. I bambini che vivono all'orfanotrofio sono 80 mentre quelli che vanno a scuola 120. Il signore che gestisce l'orfanotrofio al momento è purtroppo in galera, per presunto rapimento. L'orfanotrofio è davvero nei guai perché era lui che gestiva tutto. Si è ritrovato coinvolto in una situazione spiacevole, in quanto una madre ha abbandonato i due figli per strada, lui li ha accolti all'orfanotrofio e la madre l'ha poi denunciato per rapimento.
Io avevo gia parlato a priori con Stefania del mio desiderio di andare a dare una mano in questa struttura, ma senza aver preso accordi. Vedendo la disasatrosa situazione, le necessità palpabili della struttura, Stefania e suo marito han deciso di intervenire con la loro associazione dando soldi. Visto che io andrò all'orfanotrofio dopo il trekking, e starò con i bimbi una settimana, avrò modo di monitorare le loro reali necessità e dirigere gli acquisti in maniera mirata. Con i bambini farò delle attività sportive e li accompagnerò a scuola. Sarà stupendo potermi rendere utile e stare in mezzo ai bambini di questo orfanotrofio. Queste esperienze, per quando brevi siano, ci catapultano in una realtà diversa dalla nostra, con meno materiale e più amore. Saranno sempre le stesse frasi banali, che sembrano copiate da quei libri di perle spiccie di saggezza, però in questi posti ti rendi davvero conto di quanto ogni piccola cosa sia fondamentale e abbia significato. Nulla è dato per scontato:
né il tetto, né il cibo, né il letto, né l'acqua, né i vestiti. Qui tutto ha valore, soprattutto l'abbraccio e l'affetto. Questa è la vera ricchezza, non il nuovo iPhone o la nuova auto. Qui nessuno giudica, nessuno addita, nessuno si crede migliore di un altro; avremmo davvero molto da imparare noi!
Qui la porta è sempre aperta per chiunque abbia bisogno di aiuto; qui la porta è sempre aperta per chi ha un sorriso e un abbraccio da offrire. Qui c'è il cuore. Qui c'è l'altruismo. Qui c'è la compassione. Qui ci si stringe in un abbraccio di gruppo e si segue la strada della sopravvivenza.
Arrivati all'orfanotrofio veniamo accolti con calore e solarità. I bambini si ammassano intorno a Stefania perché ha portato loro delle foto che gli aveva scattato l'anno scorso. Dopo i primi saluti, i primi sguardi curiosi, i primi timidi sorrisi, i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze si uniscono in cerchio e ci cantano due canzoni. Una canzone era letteralmente da pelle d'oca! Parlava di quanto la loro "happy home" fosse una casa di accoglienza, di amore e di felicità. Commuovente. Finita la canzone ci sono i bambini timidi che stanno seduti cauti sulle panchine e quelli più gagliardi che si prodigano in numeri per farsi scattare una foto. La foto è il loro momento di importanza, di attenzione, di riscatto. Spesso cercano di apparire da soli in foto; ma pochi secondi dopo rinunciano ai riflettori e chiamano i loro amici per stringersi in un grande abbraccio di gruppo.
Cosa mi ha colpito?? I loro visi, i loro occhi, la loro spavalderia, la loro dolcezza, il loro modo di essere in comunità, di volersi bene, di essere una famiglia. Questi bambini si sono ritrovati per strada, senza l'abbraccio avvolgente d'amore dei genitori, d'innanzi a scene che han violato il loro candore; e senza scegliere..son cresciuti troppo in fretta. Eppure nella loro sfortuna hanno incontrato l'amore e il buon cuore di alcuni nepalesi che si sono preoccupati di trovargli un posto dove stare e si sono occupati di loro. Le cicatrici astratte le vedi sui loro volti, ma vedi anche uno scintillio di speranza che guizza nei loro grandi occhi marroni. Loro sono pronti a lottare, come hanno sempre fatto, sono pronti a unirsi nei momenti difficili e a condividere la buona e cattiva sorte. Questo traspare da ogni poro della loro pelle.
Le bimbe si avvicinano e vogliono sapere come ti chiami, i maschietti sono interessatissimi di calcio. Sono ancora bambini, sono ancora interessati al magico mondo della condivisione e dell'abbraccio.
L'orfanotrofio è costituito da due edifici: uno per i maschi e uno per le femmine. La scuola invece presumo disti qualche minuto dalle case. I bambini che vivono all'orfanotrofio sono 80 mentre quelli che vanno a scuola 120. Il signore che gestisce l'orfanotrofio al momento è purtroppo in galera, per presunto rapimento. L'orfanotrofio è davvero nei guai perché era lui che gestiva tutto. Si è ritrovato coinvolto in una situazione spiacevole, in quanto una madre ha abbandonato i due figli per strada, lui li ha accolti all'orfanotrofio e la madre l'ha poi denunciato per rapimento.
Io avevo gia parlato a priori con Stefania del mio desiderio di andare a dare una mano in questa struttura, ma senza aver preso accordi. Vedendo la disasatrosa situazione, le necessità palpabili della struttura, Stefania e suo marito han deciso di intervenire con la loro associazione dando soldi. Visto che io andrò all'orfanotrofio dopo il trekking, e starò con i bimbi una settimana, avrò modo di monitorare le loro reali necessità e dirigere gli acquisti in maniera mirata. Con i bambini farò delle attività sportive e li accompagnerò a scuola. Sarà stupendo potermi rendere utile e stare in mezzo ai bambini di questo orfanotrofio. Queste esperienze, per quando brevi siano, ci catapultano in una realtà diversa dalla nostra, con meno materiale e più amore. Saranno sempre le stesse frasi banali, che sembrano copiate da quei libri di perle spiccie di saggezza, però in questi posti ti rendi davvero conto di quanto ogni piccola cosa sia fondamentale e abbia significato. Nulla è dato per scontato:
né il tetto, né il cibo, né il letto, né l'acqua, né i vestiti. Qui tutto ha valore, soprattutto l'abbraccio e l'affetto. Questa è la vera ricchezza, non il nuovo iPhone o la nuova auto. Qui nessuno giudica, nessuno addita, nessuno si crede migliore di un altro; avremmo davvero molto da imparare noi!
Qui la porta è sempre aperta per chiunque abbia bisogno di aiuto; qui la porta è sempre aperta per chi ha un sorriso e un abbraccio da offrire. Qui c'è il cuore. Qui c'è l'altruismo. Qui c'è la compassione. Qui ci si stringe in un abbraccio di gruppo e si segue la strada della sopravvivenza.
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