Ieri mattina siamo sbarcate alle 7.30 dallo shuttle bus super luxus a Lima. Abbiamo preso un taxi e ci siamo fatte portare al quartiere Miraflores a cercare un alloggio. Dopo vari tentativi siamo riuscite a trovare un ostello molto carino dal personale gentile. Abbiamo atteso un paio d'ore prima che la camera fosse pronta e poi siamo andate a fare un giro a piedi. Abbiamo girato il quartiere di Miraflores, che dà sul mare ed è stato amore a prima vista. Le strade sono molto belle, curate, pulite; la gente è tranquilla e il traffico non troppo caotico. Non ci siamo ancora però abituate a non avere la precedenza sulle strisce pedonali e prima o poi dovremo fare un salto da canguro per evitare che un'auto ci investa. Il malecòn (passeggiata sul mare) è molto bello. Ci sono diversi parchi sulla scogliera sul mare, tra cui quello dell'amore che è particolarmente attrattivo. Assomiglia molto al parco Guell di Barcellona, con le sue panchine ondulate ed i suoi mosaici. Abbiamo camminato per un'oretta e poi siamo rientrate a fare il sonnellino pomeridiano perche i viaggi in pullman di notte mi distruggono. Ma sulla strada del rientro all'ostello ci siamo fermate in agenzia a prenotare dei trasferimenti in volo e in bus. La signorina dell'agenzia è alle prime armi, in piu c'è il computer che faceva un po'le bizze e dopo 2 ore di permanenza nel bugigattolo mi sentivo sderenata e volevo dormire. Manu è rimasta a concludere gli affari e io me ne sono andata a dormire. La sera mentre scendevamo le scale per andare a cena il padrone della guesthouse, lumacone che fa gli occhi dolci a Manu, ci ha invitate ad andare a cena con lui ed abbiamo accettato. Ci ha portate in un ristorante molto buono e carino. Dopo cena ci siamo trasferiti invece a bere il Pisco, bevanda tipica peruviana a base di Amargo Chuncho Bitter, albume, zucchero e Lime. Assomiglia in po' al mojit e mi piaceeeeee. Abbiamo passato una piacevole serata con Arturo a scambiarci opinioni e idee culturali. Poi siamo andate a nanna stanche e sbrillantate di Pisco.
Il viaggio, il vero viaggio, non è rappresentato dall'effettivo raggiungimento del luogo, in realtà non c'è una vera meta. Il racconto è racchiuso tutto nel percorso, nel cambiamento, nell'esperienza acquisita lungo quella strada, anzi quella liquida, instabile, rotta. (M. Pratt) Condividete amici questo sogno insieme a me.
martedì 24 marzo 2015
Lima mio amor
Ieri mattina siamo sbarcate alle 7.30 dallo shuttle bus super luxus a Lima. Abbiamo preso un taxi e ci siamo fatte portare al quartiere Miraflores a cercare un alloggio. Dopo vari tentativi siamo riuscite a trovare un ostello molto carino dal personale gentile. Abbiamo atteso un paio d'ore prima che la camera fosse pronta e poi siamo andate a fare un giro a piedi. Abbiamo girato il quartiere di Miraflores, che dà sul mare ed è stato amore a prima vista. Le strade sono molto belle, curate, pulite; la gente è tranquilla e il traffico non troppo caotico. Non ci siamo ancora però abituate a non avere la precedenza sulle strisce pedonali e prima o poi dovremo fare un salto da canguro per evitare che un'auto ci investa. Il malecòn (passeggiata sul mare) è molto bello. Ci sono diversi parchi sulla scogliera sul mare, tra cui quello dell'amore che è particolarmente attrattivo. Assomiglia molto al parco Guell di Barcellona, con le sue panchine ondulate ed i suoi mosaici. Abbiamo camminato per un'oretta e poi siamo rientrate a fare il sonnellino pomeridiano perche i viaggi in pullman di notte mi distruggono. Ma sulla strada del rientro all'ostello ci siamo fermate in agenzia a prenotare dei trasferimenti in volo e in bus. La signorina dell'agenzia è alle prime armi, in piu c'è il computer che faceva un po'le bizze e dopo 2 ore di permanenza nel bugigattolo mi sentivo sderenata e volevo dormire. Manu è rimasta a concludere gli affari e io me ne sono andata a dormire. La sera mentre scendevamo le scale per andare a cena il padrone della guesthouse, lumacone che fa gli occhi dolci a Manu, ci ha invitate ad andare a cena con lui ed abbiamo accettato. Ci ha portate in un ristorante molto buono e carino. Dopo cena ci siamo trasferiti invece a bere il Pisco, bevanda tipica peruviana a base di Amargo Chuncho Bitter, albume, zucchero e Lime. Assomiglia in po' al mojit e mi piaceeeeee. Abbiamo passato una piacevole serata con Arturo a scambiarci opinioni e idee culturali. Poi siamo andate a nanna stanche e sbrillantate di Pisco.
lunedì 23 marzo 2015
Lima
Siamo arrivate a Lima stamattina alle 8 e abbiamo trovato un ostello dove dormire. Ora usciamo a fare un giro per questa immensa metropoli.
il diario di ieri
Ci alziamo, prepariamo lo zaino, lo depositiamo alla reception e usciamo a fare colazione. È domenica e molti bar sono chiusi. Camminiamo verso l'incrocio di 2 strade dove dovremo prendere il minivan per andare a visitare il sito archeologico Huaca del sol y luna sperando di imbatterci in un localino dove far colazione. Troviamo di meglio!! Passando davanti ad un corridoio vediamo un ragazzo con un succo fresco in una mano, gli chiediamo dove l'ha preso e ci fa segno l'interno dell'edificio. Entriamo e con grande sorpresa vediamo il mercato. Ci sono dei banconi dove si può fare colazione. I proprietari delle bancarelle ci chiamano a gran voce per accaparrarsi l'onore di farci sedere al loro tavolo. Ne scegliamo uno e ci facciamo servire tamales (involtino di polenta), empanadas ( involtino ripieno di patate, pollo e uvette), una fetta di torta e un succo di frutta a testa.
Molto soddisfatte e felici andiamo alla fermata del bus ( fermata dei bus per modo di dire visto che basta mettersi per strada, alzare la mano e fermare il bus). Accanto a noi scorgiamo un ragazzo con lo zaino che ci saluta. Ha tutta l'aria di essere un turista ma non riusciamo a capire da dove viene. Ci confessa di essere indiano ma di vivere a Brisbane in Australia. Si aggrega a noi visto che andiamo nella stessa direzione. Ci sbracciamo 5 minuti buoni fermando 10 bus prima di trovare quello buono. I sedili sono più che angusti, io sono alta un tappo e 60 eppure le ginocchia mi arrivano alle gengive. Dopo 20 minuti di viaggio arriviamo al sito archeologico dell'era Moche. Iniziamo la visita perlustrando il museo. Fa caldo??? Basta dirvi che mi sdraio sul pavimento di fianco alle bocchette dell'aria. Si soffoca oggi, che novità... sembra di stare in mezzo al deserto. Il mio desiderio dei giorni scorsi di raggiungere Cuzco velocemente per trovare il freschino va in frantumi nel momento in cui il securino del museo mi dice che a Cuzco fa caldissimo perchè si trova in una conca colpita da forti raggi di sole. Ignorarlo sarebbe stato meglio, ora mi sento davvero un pingù mandato nel deserto... sigh sigh. Mi faccio coraggio, e insieme a Manu e all'australiano usciamo ad affrontare la visita degli scavi archeologici. Per fortuna c'è un po' di venticello. La guida che ci accompagna sul percorso è molto brava ma io dopo 15 minuti comincio ad avere le allucinazioni e a vedere le piscine al posto delle tombe. Non ce la possiamo fare a finire il tour ma ci proviamo. Il sito archeologico è un insieme di strutture dove la gente del posto si riuniva per i rituali religiosi. Il tempio più famoso era pitturato con temi di colore che variavano: nero, rosso vivo, blu cielo, bianco e giallo. Il sole e il clima hanno facilitato il processo di decolorazione dei mattoni. Le illustrazioni all'interno del tempio rappresentano una divinità conosciuta comeAyapec. "Ayapec" è una parola pre-Quechuache si traduce in onnisciente. "Faccia-Rugosa" è il nome dato a un'altra divinità dagli Inca a causa dell'aspetto rappresentato. Dopo 1 oretta ci piazziamo sotto un alberello a riposare e a dissetarci.
Aspettiamo il bus per una mezzoretta e poi rientriamo in città a Truijllo. Camminiamo verso il centro pedonale, salutiamo l'indoaustraliano e andiamo a pranzare in un ristorante asiatico. Ci fiondiamo dentro per variare un po' il gusto delle pietanze. Ci sfamiamo e poi facciamo un giro al mercatino locale per comprare qualche souvenir. Alle 16 andiamo dall'estetista e ci scommetto che vorrete sapere com'è andata la ceretta!! Potrei scrivere un libro sui metodi poco ortodossi utilizzati nel mondo per fare la ceretta. Dobbiamo farla sia Manu che io. Dico a Manu di cominciare pure lei che io devo un po'asciugare il sudore e mi sparo il ventilatore in faccia. Nell'ora e quaranta seguente guardo la mia amica sommersa dalla cera fare smorfie di dolore e ad un certo punto prendere addirittura in mano la spatola per farsi lei la ceretta alla gamba... capite cosa faccio per dire?? Gentile la signora, ma utilizza ancora la cera dal barattolo, e la strappa con le mani, niente strisce di carta. Guardo la mia amica e il mio coraggio svanisce. Col piffero che me la faccio fare, non voglio mica morire soffocata dal sudore e dalla cera! Mi faccio fare solo la ceretta sotto le ascelle e sui piedi e poi scappiamo velocemente.
Cerchiamo un ristorante dove cenare e finiamo in un localino dove il gestore, un ragazzo giovane e gentile, ci cucina l'anatra molto tenera e deliziosa. Rientriamo in hotel, ci vestiamo con la tenuta da viaggio, carichiamo gli zaini sul taxi e andiamo al terminal dei bus. Ci sorprendiamo di nuovo dinnanzi alla modernità di questo edificio pubblico; sembra di essere in un aeroporto. La compagnia dei bus è molto efficiente: consegni i bagagli allo sportello e te li caricano gli addetti sul bus corrispondente. Un gran bel servizio. Saliamo sul bus alle 21.30 e ci sembra di viaggiare in business class come in aereo. I sedili si ribaltano e diventano come un letto. Un lusso difficile da spiegare! Ora si dormeeee. Bacio
domenica 22 marzo 2015
il bus
Sono le 20.30 e noi siamo pronte per lasciare l'hotel e prendere il bus notturno per Lima. Arriveremo nella capitale domattina alle 7 circa. Il diario della giornata di oggi lo pubblicherò con calma domani. B risveglio e b lunedi. Baci
sabato 21 marzo 2015
Chan chan
Ci alziamo alle 8.30... come mai cosi tardi?? Perché dopo una notte un po' insonne riesco finalmente a dormire, quindi mi concedo un lungo sonnellino. Usciamo a fare colazione, un bar all'angolo stuzzica il nostro appetito. Il padrone del bar ci confessa di avere origini italiane e ci tratta coi guanti di velluto. La colazione è buona e sostanziosa. Poi passiamo in banca a cambiare i soldi e all'ufficio turistico dei bus per prenotare il nostro trasferimento di domani notte a Lima. Finite le commissioni prendiamo un bus locale che ci porta a Chan Chan e sul mezzo di trasporto una donna ci chiede da dove veniamo. Dicendo che veniamo dall'Italia si illumina e ci dice che ha vissuto in Italia 7 anni. Poco dopo un altro signore ci parla italiano e ci dice che ha fatto il dottorato a Padova. Ma vivono tutti in Italia i peruviani??? Io mi ricordo solo dei peruviani che suonano davanti alla migros, ma qui effettivamente si parla di Italia e non di Svizzera.
Il sito archeologico che visitiamo è dell'era peruviana Chimù, civiltà che si sviluppò sui resti dei Mochica. È la più grande città precolombiana dell'America meridionale e venne fondata tra l'850 ed il 1470. Fu la capitale dell'impero fino alla conquista dell'impero Inca nel quindicesimo secolo. È stato stimato che 30 000 persone vivessero al suo interno.
La città è composta da dieci cittadelle murate che ospitavano stanze cerimoniali, camere mortuarie, templi, bacini idrici ed alcune residenze e da strutture più piccole destinate ad ospitare le famiglie importanti. Le costruzione furono realizzate in argilla essiccata, come mattone cotto al sole (adobe) e i muri coperti con superfici lisce su cui venivano scolpite delle decorazioni. La tecnica Chimú mostra una preferenza per soggetti marittimi. Le sculture di Chan Chan riproducono pesci, pellicani, reti per la pesca e onde stilizzate.
Per visitare il sito prendiamo una guida, ma invece di pagarla totalmente di tasca nostra, ci aggreghiamo ad una famiglia mezza tedesca e mezza peruviana e ad un ragazzo colombiano, cosi da dividere i costi. La signora che ci racconta la storia del sito e delle sue peculiarità è molto brava. Dopo un'oretta terminiamo la visita e decidiamo di andare al mare, a Huanchaco. A noi si aggrega il ragazzo colombiano e passiamo il pomeriggio insieme. Pranziamo al mercato locale di fronte al mare(ceviche -pesce crudo con patate e da bere la specialità del Perù chiamata chicha morada a base di mais), andiamo in spiaggia e ci rilassiamo. Purtroppo non abbiamo messo il costume e quindi per rinfrescarmi mi tocca buttarmi in mare con i vestiti. Non ho resistito alla tentazione di bagnarmi visto il caldo che fa! Rientrando in minivan siamo tutti pigiati e io gocciolo sul mio vicino... oooops! Grazie alla rinfrescata in mare riesco a rientrare in hotel alle 18 in uno stato di forma decente.
Doccia e di nuovo un po' di riposo. Anche se un po' "rinco" usciamo per cena. Bighelloniamo per il centro facendo tappa al supermercato. Compriamo biscotti, frutta, succhi, e altro ancora e nel momento di uscire dalla porta per andarcene ci rendiamo conto che non abbiamo comprato l'unica cosa per la quale siamo entrate: l'acqua! Che gufotte! Ceniamo? Direi che la parola giusta è ciugniamo! Io mangio un hot dog e dei biscotti, Manu prende un dolce e un succo proteinico. Che cena penosa ragazzi! Vabbé. D'altronde siamo stufe di mangiare riso, pollo e patate. Rientriamo in stanza e mi permetto di accendere il ventilatore a manetta, se no non sopravvivo alla notte. Ora leggo un po' e poi faccio la nanna. B domenica. Besos
Il sito archeologico che visitiamo è dell'era peruviana Chimù, civiltà che si sviluppò sui resti dei Mochica. È la più grande città precolombiana dell'America meridionale e venne fondata tra l'850 ed il 1470. Fu la capitale dell'impero fino alla conquista dell'impero Inca nel quindicesimo secolo. È stato stimato che 30 000 persone vivessero al suo interno.
La città è composta da dieci cittadelle murate che ospitavano stanze cerimoniali, camere mortuarie, templi, bacini idrici ed alcune residenze e da strutture più piccole destinate ad ospitare le famiglie importanti. Le costruzione furono realizzate in argilla essiccata, come mattone cotto al sole (adobe) e i muri coperti con superfici lisce su cui venivano scolpite delle decorazioni. La tecnica Chimú mostra una preferenza per soggetti marittimi. Le sculture di Chan Chan riproducono pesci, pellicani, reti per la pesca e onde stilizzate.
Per visitare il sito prendiamo una guida, ma invece di pagarla totalmente di tasca nostra, ci aggreghiamo ad una famiglia mezza tedesca e mezza peruviana e ad un ragazzo colombiano, cosi da dividere i costi. La signora che ci racconta la storia del sito e delle sue peculiarità è molto brava. Dopo un'oretta terminiamo la visita e decidiamo di andare al mare, a Huanchaco. A noi si aggrega il ragazzo colombiano e passiamo il pomeriggio insieme. Pranziamo al mercato locale di fronte al mare(ceviche -pesce crudo con patate e da bere la specialità del Perù chiamata chicha morada a base di mais), andiamo in spiaggia e ci rilassiamo. Purtroppo non abbiamo messo il costume e quindi per rinfrescarmi mi tocca buttarmi in mare con i vestiti. Non ho resistito alla tentazione di bagnarmi visto il caldo che fa! Rientrando in minivan siamo tutti pigiati e io gocciolo sul mio vicino... oooops! Grazie alla rinfrescata in mare riesco a rientrare in hotel alle 18 in uno stato di forma decente.
Doccia e di nuovo un po' di riposo. Anche se un po' "rinco" usciamo per cena. Bighelloniamo per il centro facendo tappa al supermercato. Compriamo biscotti, frutta, succhi, e altro ancora e nel momento di uscire dalla porta per andarcene ci rendiamo conto che non abbiamo comprato l'unica cosa per la quale siamo entrate: l'acqua! Che gufotte! Ceniamo? Direi che la parola giusta è ciugniamo! Io mangio un hot dog e dei biscotti, Manu prende un dolce e un succo proteinico. Che cena penosa ragazzi! Vabbé. D'altronde siamo stufe di mangiare riso, pollo e patate. Rientriamo in stanza e mi permetto di accendere il ventilatore a manetta, se no non sopravvivo alla notte. Ora leggo un po' e poi faccio la nanna. B domenica. Besos
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