giovedì 26 marzo 2015

il mare e il suo profumo

La sveglia suona presto e un'auto corre sull'asfalto per portarmi all'aeroporto. Il pacifico in questi giorni dominava i miei occhi  con la sua grandiosità, era però sempre troppo lontano, irraggiungibile, ma ne percepivo la presenza sentendone il rumore. Stamattina è però diverso perché ne sento il profumo! L'auto vola sulla strada come gli uccelli dalle zampe azzurre volano rasente l'acqua. Riempio i polmoni e il cuore di quest'aria ricca di sogni e di storie. Questa mattina il sole brilla sulla mia vita rendendola ancora più brillante. 
Sto per volare a Cuzco, un luogo molto energetico, mistico e montagnoso. Sarà un'esperienza meravigliosa ed indimenticabile. 
E ora mi godo il volo, alto verso nuovi orizzonti, mondi e sogni. Questo volo mi avvicina sempre di più a me stessa.
Sono incollata al finestrino e mi godo le montagne, quei percorsi tra i laghetti e i cucuzzoli innevati che tanto amo. Mi paracaduterei all'istante se potessi e se avessi il coraggio di farlo!
Atterro a Cuzco, prendo l'autobus e scendo nei pressi della piazza. La cittáàè meravigliosa! Giro un po' per le viuzze, compro i biglietti per Macchu Picchu di domani. Incontro Manu in piazza e poi ci organizziamo per spostarci ad Ollantaytambo che dista 2 ore da qui. Dormiremo in questa cittadina perché più vicino alla montagna sacra, in maniera da salire presto domattina, quando c'è poco turismo. Ora passo e chiudo. Baci

mercoledì 25 marzo 2015

la lunga passeggiata

All'alba mi connetto a skype e chiamo la mia famiglia. Chiacchiero con loro e poi di buon mattino faccio una bella passeggiata rigenerante e allegra al malecon de Lima. Ogni angolo, bivio, pilone, panchina si tinge di colori caldi e famigliari nel momento in cui la città si sveglia.  Sul mio viso si allarga un gran sorriso, comè bella la vita, comè emozionante! Sono molto felice di vivere questo istante di pura gioia e libertà. Sulla strada del rientro mi fermo a fare la ceretta. Com'è che non ho deciso di tenermi i peli ed atteggiarmi da orangotango?? È sicuramente meglio che subire per l'ennesima volta la tortura dei peli. Eppure ci sono cascata di nuovo. Credevo che a Lima sarebbe andata meglio, ma nell'istante in cui mi hanno fatta sdraiare su un lettino ricoperto di carta da pacco ho capito come sarebbe andata a finire. Un'ora e mezzo di cera e strappo, senza sosta, con ripetute di 5 volte sulla stessa zona. Non ne potevo piu, il tempo passava e l'esasperazione aumentava. Non vedevo l'ora di uscire da quel tugurio e una volta all'aria aperta ho respirato a pieni polmoni. Niente ceretta all'inguine, quindi dovrò farla presto, però cercherò accuratamente un posto migliore.
Dopo la ceretta arriva il secondo momento esasperante della giornata: l'agenzia di viaggio. Entro e mi siedo al tavolo di fronte alla signorina che ci ha gia servito giorni fa. Devo prenotare il treno per Macchu Picchu per me e Manu di venerdi mattina. Non so cosa deve fare esattamente ma ci mette un'ora. Che storia infinita. Quando ho i ticket in mano me ne vado e mi dirigo velocemente alla fermata del bus per non perdere altri minuti preziosi inutilmente.   Alle 12 arrivo nel centro storico, esattamente alla plaza des armas, dove ho appuntamento con Andres. Decidiamo di visitare la chiesa di st. Francesco con le sue catacombe; poi il museo del congresso e dell'Inquisizione e infine pranziamo al mercato locale. Dopo mangiato rientriamo a Miraflores a piedi e ci impieghiamo 3 ore. Lui mi racconta come si vive in Colombia, mi parla della guerriglia nel suo paese, dei progetti umanitari di aiuto alle vittime di questi soprusi, di come vive e vede differentemente il Perù dalla Colombia.  È un momento di confronto molto bello. Arriviamo al mare giusto in tempo per il tramonto. Passeggiamo ancora un po'e verso le 20 rientro all'ostello desiderosa di farmi una bella doccia fresca. Anche oggi le temperature si aggiravano intorno ai 30 gradi. Ora preparo lo zaino visto che domattina il taxista viene a prendermi alle 6.30  per portarmi all' aeroporto. Volo a Cuzco, nella valle sacra. Un beso

Lima


Capac Yupanqui (Cuzco, 1320 – Cuzco, 1350) è stato un sovrano dell'epoca protostorica della etnia degli Inca 
 Iglesia dell'ordine ecclesiastico francescano



Iglesia di santo domingo
I

martedì 24 marzo 2015

Lima è sempre più bella


Oggi abbiamo dedicato la mattinata alla visita della parte antica, storica della città. A 3 isolati dal nostro hotel abbiamo preso il bus metropolitano che in 25 minuti ci ha portate in centro. Sul bus abbiamo assistito ad una mezza scazzottata tra due donne non più tanto giovani. La prima si stava sedendo molto lentamente sul sedile e la seconda signora le ha dato una spinta per farla sedere più velocemente. E la prima si è poi ribellata a parole e colpi. Fa parte del temperamento latino? 
La città al nostro arrivo si sta per svegliare. Le saracinesche si alzano, i tavoli vengono puliti e allestiti, i poliziotti iniziano le ronde. Scattiamo verso la plaza Mayor dove rimaniamo incantate dalla sua bellezza. La chiesa è immensa e maestosa, il parco ben curato ed elegante. Una meraviglia. Visitiamo altre chiese, percorriamo la via pedonale ed entriamo nell'ufficio turistico per ottenere alcune informazioni sulla città. Per concludere saliamo sul campanile di una chiesa per vedere il panorama dall'alto sulla città. Ne vale la pena, nonostante sulla cima il basso parapetto ci faccia soffrire un po' di vertigine. Scendiamo e andiamo alla fermata del bus per rientrare nel nostro quartiere di Miraflores e mentre camminiamo assistiamo ad una parata dimostrativa molto consistente. Cerchiamo di capire di cosa si tratta ma la gente è evasiva e ci nomina una rivendicazione di acqua. Nel nostro quartiere di fretta e furia pranziamo mangiando pollo, tanto per cambiare, e Manu ed io ci salutiamo. Oggi alle 13 lei prende il bus per Nazca, visto che domani sorvolerà le linee desertiche con un aereo. Io decido invece di restare a Lima qualche giorno in piu, rilassarmi e raggiungere Manu a Cuzco giovedi mattina in aereo. Ci separiamo solo per qualche giorno, mi hanno scoraggiata le 22 ore che lei affronterà per giungere a Cuzco in bus. Io se avrò modo di sorvolare le linee lo farò piu avanti, rientrando dal sud, da Arequipa fra qualche settimana. 
Dopo aver salutato la mia amica mi faccio una pennichella al suono del ventilatore e alle 16 mi attivo e vado al Malecon a passeggiare. Mi guardo in giro, osservo la gente, mi perdo nelle onde del mare, mi faccio cullare dal rumore dei passanti in roller e skate. Mi siedo su qualche panchina e poi di nuovo cammino. Nei pressi del faro non mi capita mica di incontrare Andres, il ragazzo Colombiano conosciuto a Chan chan? Io non ho da fare, lui neppure, quindi ci incamminiamo e chiacchieriamo. Mi chiede come sto e mi dice che si era preoccupato per noi il giorno prima. Io gli chiedo perché e lui mi risponde che la stessa notte che noi eravamo in viaggio per Lima, sulla panamericana c'è stato un gravissimo incidente con coinvolti 3 autobus ed un camion e sono morte 40 persone. Sembra che noi fossimo appena passati. La nostra vita splende e gli angioletti custodi ci proteggono.  Andres ed io Passiamo il pomeriggio insieme e andiamo a berci qualcosa. Alle 21 ci salutiamo dandoci appuntamento all'indomani per visitare altre parti della città. Sulla strada verso l'ostello mi fermo a mangiare uno snack veloce. Non voglio rientrare, sento il bisogno di camminare tra la gente, perdermi tra le vie di Miraflores senza meta precisa. Respiro a pieni polmoni e mi guardo attorno. Osservo un uomo con le cuffiette che cammina al ritmo della musica, un vecchietto che fatica ad avanzare col bastone ma trova la forza di sorridermi, una ragazza in minigonna avvinghiata al suo compagno e una mamma con un bimbo che la accarezza. Mi riempio gli occhi di queste immagini e vado a dormire felice.

Ciudad historica de Lima e Malecon al tramonto